venerdì 31 maggio 2013

La semplicità del genio

A volte ci sforziamo e ci rompiamo la testa cercando di creare qualcosa che comunichi agli altri un concetto, una sensazione o che susciti uno stato d'animo, un'immagine. E nel farlo cerchiamo di mettere in campo tutti i nostri mezzi a disposizione, tecnici e creativi, cercando disperatamente nuovi modi, nuovi sentieri, nuove strade, originali...mai battuti prima. Ma sfortunatamente il vero genio è spesso insito nella spontaneità e nella semplicità. Ascoltavo questi due brani, e ascoltandoli mi rendevo conto di quanto riescano a trasmettere con poco. Midnight - Jimi Hendrix - Dall'album "War Heroes" (1972), uscito postumo, uno dei pochi brani strumentali di Jimi. Chitarra, basso, batteria. Senza sovraincisioni, così...diretta. Eppure narra perfettamente il panorama a "mezzanotte" in una grande metropoli, su marciapiedi ancora lucidi di pioggia e pieni di pozzanghere. La chitarra si districa tra i vicoli, parla, racconta, cresce di tono e di intensità per poi calare, quasi a ritirarsi al presentarsi dell'alba. http://www.youtube.com/watch?v=ixfvdCkYvEs Song of the wind - Santana - dall'album "Caravanserai" (1972) altro brano strumentale. Una grande band nel pieno della creatività. Ci regalano un viaggio tra le dune del deserto, con la semplicità di due, dicasi due accordi, un viaggio visto dalla prospettiva del vento, le sferzate dell organo Hammond ad imitare le raffiche più forti, mentre le chitarre di Carlos Santana e Neal Schon disegnano arabeschi sulla sabbia, sembra quasi di sentire addosso l'alito caldo del vento. http://www.youtube.com/watch?v=mdEICfX470Q
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